Street Arts Volant

a cura di Ermanno Tedeschi

1 ottobre / 14 gennaio 2018

Terza mostra – a un anno esatto dalla nascita – per l’Officina della Scrittura, Museo del Segno e della Scrittura che celebra così il suo primo anno di attività: il 1° ottobre 2017 inaugura Street Arts Volant!, a cura di Ermanno Tedeschi, excursus su una forma d’arte che negli ultimi anni ha ricevuto una legittimazione universale.

La mostra vuole essere un tributo e un’occasione di riflessione sulle diverse forme di “arte di strada”, sempre più necessaria per comprendere una componente importante dell’urbanistica delle nostre Città; uno spunto per interrogarsi sul legame della street art con le periferie urbane post-industriali e sul suo essere in potenza tanto strumento di deturpamento quanto di riqualificazione di tali aree.

Quello che può sembrare un atto di vandalismo, rivela talvolta cortocircuiti concettuali inaspettati e legami profondi con la nozione tradizionale di arte: la tag, ovvero la firma del writer, è il prodotto di una rielaborazione grafica che dal carattere canonico porta alla definizione di un’immagine pittorica nuova, segno di unicità e identità” – spiega il curatore Ermanno Tedeschi – “Il writer destruttura il linguaggio e piega i costituenti primari della lingua alla pura iconicità, arrivando talvolta a rendere irriconoscibili i caratteri originari: il motto latino verba volant, scripta manent si trasforma per alludere alla capacità dell’espressione artistica di mutare le parole in poesia e librarle nell’immaginazione: la street art contrappone la trascendenza del segno all’immanenza della scrittura”.

La mostra si apre con la fase di fondazione della grammatica del fenomeno street art a partire dagli anni Ottanta, con contributi di artisti di fama internazionale come Rammellzee (per cui si ringrazia Avantgarden Gallery di Milano), e prosegue con la sintesi grafica raggiunta da artisti quali Chaz Bojorquez, Etnik, Galo e Opiemme. 

La componente muralista alla base della graffiti art si ritrova nella realizzazione di un’opera anamorfica permanente sulla terrazza dell’Officina della Scrittura per opera degli artisti torinesi Truly|Urban artist mentre il collettivo di studenti dell’Accademia Albertina IDROLAB propone un live painting incentrato sul concetto di colore.
Le opere fotografiche di David Kassman, Elisabetta Riccio, Eran Shakine, Avivit Segal e Luca Vianello documentano l’impatto di tali opere sulle grandi città, Tel Aviv  come a Torino,  e il profondo legame che esse intessono con il contesto, sia dal punto di vista architettonico sia da quello sociale e politico, incarnando il bisogno di esprimere e comunicare le idee.

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