Manlio Geraci – Libri proibiti

a cura di Ermanno Tedeschi

Libri proibiti è un’installazione site specific dell’artista siciliano Manlio Geraci. La prima installazione venne presentata nell’importante mostra Ricordi Futuri 3.0 a Palazzo Sant’Elia a Palermo. La successiva versione, allestita presso il Memoriale della Shoah di Milano, misurava più di 6 metri di lato e più di un metro in altezza, è composta da ben 774 libri. Qui a Ferrara l’installazione allestita nel cortile del MEIS si arricchisce di 156 libri, che corrispondono ai 156 deportati da questa città.

Il libro, simbolo della memoria di un popolo, è il principale nemico delle dittature, degli integralismi religiosi e di chi compie genocidi tentando di cancellare con essi la memoria del popolo. L’artista realizza il libro con il legno, dando a questa memoria ancora più forza e consistenza per quantità e peso. «Là dove si bruciano i libri si finisce per bruciare anche gli uomini»: Manlio Geraci sembra dare corpo alle parole di Heinrich Heine, bruciando ogni singolo libro, in ricordo dei falò di libri con cui i nazisti cercarono di annientare la cultura contraria a quella tedesca. Ma questi libri sono sopravvissuti e testimoniano la forza di una cultura che non è stata annientata.

Ogni esemplare, ogni libro è diverso dall’altro, come sono uniche le persone che simboleggiano.

Tutta l’opera di Geraci si concentra su temi inerenti alla spiritualità e alla meditazione, dando una grande importanza all’utilizzo dei materiali, spesso scelti durante passeggiate nel paesaggio siciliano. L’artista ha partecipato a importanti rassegne nazionali e internazionali. Da anni il suo lavoro è incentrato sul simbolismo ebraico e sul pensiero cristiano evidenziandone aspetti culturali ed immaginifici.

Ermanno Tedeschi

I libri proibiti sono quelli che nella storia dei poteri religiosi, politici, economici sono stati considerati eretici, degenerati o non aderenti alle convinzioni di quel regime.

Il rogo dei libri è una pratica che nella storia umana è attuata dal fanatismo ideologico, ed è effettuata come una pubblica dimostrazione di forza che impedisce la libertà del pensiero. Nel mondo contemporaneo ci sono luoghi governati da dittature in cui ancora si bruciano libri, documenti, edifici di culto e si uccidono persone di differente etnia e religione.

Ho creato un’installazione composta da una grande catasta di libri in ricordo dei roghi nazisti.

Ho realizzato 774 libri chiamati “proibiti” così come è il numero delle persone deportate con il primo convoglio ad Auschwitz dal Binario 21 di Milano. Per Ferrara ho creato 156 nuovi libri. Ogni singolo libro è dedicato a ognuna di queste persone deportate. In tutto 930.

Sono libri di legno di abete, arricchiti dall’uso di carte dipinte, metalli, corde, vetro e colori acrilici. Sono stati scolpiti, incisi, scavati con solchi a tratti paralleli, quasi a indicare storie vissute attraverso i segni. Alcuni sono dei “diari cromatici”, che hanno perso la scrittura attraverso l’azione delle fiamme ardenti e restituiscono soltanto il colore, che, evanescente e superstite, diventa protagonista.

I libri sono stati tutti bruciati, alcune parti sono carbonizzate, ma la furia distruttrice del fuoco non ha cancellato né il pensiero, né il sogno. Le tracce di un colore intenso e vibrante determinano un segno di grande forza e vitalità, che permane nel tempo e nella memoria. Nei libri sono presenti diversi colori con forti significati: il rosso indica il fuoco, il sangue e la crudeltà, il blu rappresenta il cielo e la clemenza, il giallo il tradimento e l’inganno (ma nel dorato c’è anche il senso dell’infinito), il nero allude alla morte, al dolore e alla disperazione e il verde simboleggia il trionfo della vita sulla morte.

I libri con l’applicazione di vetri frantumati richiamano alla mente la terribile notte tra il 9 e il 10 novembre 1938, quando uno dei più terribili attentati contro la comunità ebraica tedesca, passato alla storia come la ”notte dei cristalli” venne consumato a Berlino.

Sulle super ci dei libri restano evidenti tracce del fuoco, ma anche tracce blu a indicare l’infinito. I libri con la superficie più scura e carbonizzata ricordano quel momento tragico in cui le persone, chiuse nei vagoni del treno, nel buio vivevano paura e disperazione, un’atmosfera inquietante e tetra.

Alcuni libri presentano chiodi neri infilzati nella superficie lignea, che ne impediscono l’apertura ed esprimono la sofferenza e il dolore di queste persone, a cui è stata sottratta la libertà e negata la propria cultura di origine. Qui il chiodo ha un duplice significato: quello di ferire, negativo, e quello di fissare, positivo.

Ogni libro, nella sua unicità, nel pensiero di quell’umanità, con la sua materia, con la storia della sua creazione, diventa il testimone della vitalità e della bellezza di ogni persona. Il Talmud ci dice che è D-o che dona l’anima agli esseri umani e che, alla ne della vita, l’anima torna a D-o. Con questo pensiero ho creato i libri scolpiti e dipinti, guardando all’anima durante il suo viaggio.

Manlio GERACI

“Il Museo Nazionale dell’Ebraismo e della Shoah verrà costruito a forma dei cinque libri che compongono la Tora’. Si tratta di un messaggio fortemente simbolico. Il Libro è da sempre considerato dagli ebrei fonte di vita, e dunque anche il ponte verso il domani “.

Simonetta DELLA SETA, Direttore del MEIS

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Foto © Marco Caselli Nirmal

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FESTA DEL LIBRO EBRAICO A FERRARA 2019
(PDF) Shalom.it 17/05/2019
DAVID GROSSMAN A FESTA LIBRO EBRAICO DI FERRARA

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19 maggio 2019 h. 15
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