Gender Pay Gap: ma è così anche nell’arte?

incontro promosso da Federmanager Emilia Romagna
con Ermanno Tedeschi

La donna artista nel mondo di ieri e nel mondo di oggi

Negli anni più recenti, nonostante le conquiste del femminismo negli anni ’60, le donne in molti settori del lavoro hanno ancora molte difficoltà ad affermarsi rispetto agli uomini.

Il mondo dell’arte si sa, è un mondo di rottura, di sovvertimento delle regole.

È stato per alcune la possibilità di capovolgere questo sistema schiacciante e di riuscire a ritrovare quella libertà di
espressione o protagonismo, o voce, tanto agognata. Ma il percorso è assai arduo, anche nel mondo dell’arte dominano gli uomini.

Una grande differenza di atteggiamento diversifica l’uomo artista dalla donna artista

“La differenza – sottolinea Ermanno Tedeschi – sta nella determinazione. Le donne sono infinitamente più determinate quando decidono di intraprendere questa carriera e, in sostanza, direi anche nella forza, perché devono confrontarsi con i pregiudizi e luoghi comuni che ancora caratterizzano la nostra società.”

E ancora: “Le donne artiste hanno bisogno di una grossa dose di coraggio per affrontare una società che ha con esse un atteggiamento ambivalente: fondamentalmente le fraintende, pensandole fragili e sensibili, salvo poi ricredersi quando, conoscendole un po’ meglio, rivelano una grande forza di carattere che spiazza per lo più gli uomini che si avvicinano loro soprattutto se sono, oltre che brave, belle.”

Gender Pay Gap, a che punto siamo

Se nel mondo del lavoro il genere femminile vede riconosciuti nel nostro Paese, mediamente, livelli retributivi inferiori di oltre il 23% rispetto ai colleghi uomini, a parità di competenze (indice Eurostat che tiene conto del numero di ore lavorate sulla retribuzione mensile lorda, Gender gap adjusted), ciò accade molto più di rado e in modo meno spiccato, secondo Ermanno Tedeschi, nel mondo dell’arte.

Con una suggestiva ed appassionante carrellata, Tedeschi cita esempi fulgidi del mondo dell’arte femminile, da Artemisia Gentileschi a Elisabeth Vigee le Brun, da Berthe Morisot a Frida Khalo, per concludere con una bella immagine di Marina Abramovich, che “ha indagato come nessuno prima il rapporto uomo-donna, proprio perché come donna ha dovuto confrontarsi con l’uomo, inteso anche come barriera, ostacolo, e, dunque, elemento necessario alla catarsi”: Marina sola, vestita di rosso come l’Eterna Rosa che il tempo non farà sfiorir mai.

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3 settembre 2020

Gender Pay Gap: ma è così anche nell’arte?

incontro promosso da Federmanager Emilia Romagna con Ermanno Tedeschi

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