Tobia Ravà – I numeri della Creazione

a cura di Ermanno Tedeschi

Vernissage: 19 settembre dalle 18,30

Torino 20 settembre – 28 ottobre  2017  (5777- 5778)

Una nuova personale a Torino di uno degli artisti più interessanti ed enigmatici del panorama artistico italiano. Un percorso suggestivo di opere intrise dei misteri di cui Tobia Ravà attinge sia dalla sua storia personale che dagli studi di semiologia delle arti all’Università di Bologna con maestri come Umberto Eco, Renato Barilli, Omar Calabrese e Flavio Caroli.

Nei segni e nei loro riferimenti simbolici, nei loro significati e significanti, negli arcani numerici, ma anche letterali c’è tutto un mondo che si situa a cavallo tra arte, matematica e cultura ebraica. Un artista del paesaggio, ma anche dell’astrazione. Ogni opera è la rappresentazione di un racconto che parte dal momento della creazione per arrivare ad essere attualizzato alla nostra esistenza contemporanea.

Le origini ebraico-veneziane  dell’artista costituiscono le basi di partenza dell’elaborazione del suo lavoro di ricerca. L’alfabeto ebraico, composto da 22 lettere ha un corrispettivo numerico e ogni numero ha un riferimento anche oggettuale che sia un luogo, una persona, una relazione. I suoi lavori pittorici diventano così paesaggi interamente composti da numeri. Sono, un continuo gioco tra il segno, il suo significante e il relativo significato. L’immagine diventa segno, anzi è essa stessa segno e non ne può prescindere.

 “Il mio lavoro trae ispirazione dall’applicazione della ghematrià e dai riferimenti alla Kabbalah – spiega Tobia Ravà – . Un lavoro di ricerca che dagli studi di Luria alla sequenza di Fibonacci mi ha portato alla scoperta di una congettura matematica: facendo una riduzione teosofica (riduzione iterativa del risultato della somma delle singole cifre di un numero alla sua radice numerica) ho riscontrato che ogni 24 numeri si presenta la stessa sequenza”.

Alla Galleria Zabert  saranno esposti un ciclo di lavori in light box,  nuove sculture in bronzo, alcuni lavori su alluminio (catalizzazioni) e su raso a sublimazione oltre ad alcune opere pittoriche recenti.

Tobia Ravà (Padova, 1959) , lavora a Venezia e a Mirano. Ha frequentato la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia ed Urbino. Si è laureato in Semiologia delle Arti all’Università di Bologna, dove è stato allievo di Umberto Eco, Renato Barilli, Omar Calabrese e Flavio Caroli. Ha iniziato a dipingere nel 1971 ed espone dal 1977 in mostre personali e collettive in Italia, Belgio, Croazia, Francia, Germania, Spagna, Brasile, Argentina, Cina, Israele, Giappone, Stati Uniti. È presente in collezioni sia private che pubbliche, in Europa, Stati Uniti, America Latina e in Estremo Oriente. Dal 1988 si occupa di iconografia ebraica. Nel 1993 è il promotore del gruppo Triplani, che, partendo dalla semiologia biplanare, prende il nome dall’ipotesi di un terzo livello percettivo derivato dall’aura simbolica, accanto a quelli del significato e del significante. Nel 1998 è tra i soci fondatori di Concerto d’Arte Contemporanea, associazione culturale che si propone di riunire artisti con le stesse affinità per riqualificare l’uomo ponendolo in sintonia con l’ambiente e rendere l’arte contemporanea conscia dei suoi rapporti con la storia e la storia dell’arte, anche interagendo espositivamente con parchi, ville, edifici storici e piazze di città d’arte. Dal 1999 ha avviato un ciclo di conferenze, invitato da università e istituti superiori d’arte, sulla sua attività nel contesto della cultura ebraica, della logica matematica e dell’arte contemporanea. Hanno scritto di lui, fra gli altri, Flavio Caroli, Caterina Limentani Virdis, Omar Calabrese, Piergiorgio Odifreddi, Giorgio Pressburger, Nadine Shenkar, Arturo Schwarz e Francesco Poli. Nel 2004 con Maria Luisa Trevisan ha dato vita a PaRDeS Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea a Mirano dove artisti di generazioni e culture diverse si confrontano su temi naturalistici e scientifici. In occasione delle olimpiadi di Pechino 2008  è tra gli artisti  esposti all’ Olympic Fine Arts. Nel 2010 un suo lavoro viene donato al Papa Benedetto XVI dal rabbino capo della Comunità Ebraica di Roma ed esce il film corto di Sirio Luginbül “Elena in PaRDeS” dedicato al lavoro di Tobia Ravà. Nel 2011 è invitato ad esporre al Padiglione Italia alla 54ª Biennale di Venezia. Nel 2012 nel Principato di Monaco si è tenuta l’esposizione “Venezia-Venezia, da Francesco Guardi a Tobia Ravà” . La Compagnie Financière Edmond de Rothschild dedica a Tobia Ravà nel 2013, la prima mostra nella nuova location di Milano.

Nel 2014 il Comune di Padova dedica a Tobia Ravà una grande mostra poi allestita anche a Tel Aviv e a Roma. Nel 2016 viene allestita

al Palazzo Ducale di Sabbioneta una grande antologica dell’artista con 97 opere esposte poi presentata nel 2017 a Milano al Museo Tadini.  Da novembre 2016 a giugno 2017 è stata allestita la mostra “Paint by Numbers” al New York al HUC-JIR Museum con alcuni lavori dell’artista. Contemporaneamente a Torino, Ravà sarà esposto a Fiume (Rijeka) Croazia, in occasione della giornata europea della cultura ebraica.

Vernissage: 19 settembre dalle 18,30

Torino 20 settembre – 28 ottobre  2017
(5777- 5778)

“Tobia Ravà – I numeri della creazione”
a cura di Ermanno Tedeschi

Galleria Zabert di Roberto Grasselli,
Piazza Camillo Benso Conte di Cavour, 10
10123 Torino TO